questo è lo sgabuzzino in cui si stipano le cose
questo invece è il mio blog
Ancora non ci credo.
Guardo la copertina, sillabo le parole, lenta, incerta, balbettante.
Eppure c’è proprio il mio nome, lì sopra. Sono io quella scritta bianca su fondo nero, e dietro la copertina ci sono parole pensate, buttate giù in fretta poi riprese, arrotondate, rielaborate da me.
Curate, cancellate e riscritte.
Odiate.
Amate.
Soprattutto vissute, una per una, dalla virgola alla metafora.